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Perdere le cose – Primo movimento

Una foto mossa dello smarrimento lungo la Via Emilia

A proposito di questo spettacolo

Perdere le cose è una nuova indagine di Kepler-452 che si muoverà lungo la direttrice della Via Emilia, alla ricerca di ciò che, in tempi di rapido cambiamento, va scomparendo. Se Il giardino dei ciliegiTrent’anni di felicità in comodato d’uso ha concentrato la propria attenzione sul tema degli sgomberi e della casa, questa nuova indagine allargherà il proprio campo d’azione confrontandosi con il tema della perdita nel suo senso più ampio.
Data l’ampiezza dello sguardo, il progetto si articolerà in diversi movimenti, in ognuno dei quali verranno realizzate interviste, reportage di luoghi, incontri, rielaborazioni di momenti realmente accaduti nel corso della ricerca. Il tessuto drammaturgico sarà dunque definito dal vagare di Paola Aiello, Enrico Baraldi e Nicola Borghesi e dagli incontri che da questo vagare scaturiranno, senza naturalmente rinunciare a portare sul palco i non professionisti della scena o gli “attori-mondo”, come li definisce il Prof. Guccini.
Il giardino dei ciliegi ha segnato per Kepler-452 il punto di arrivo di una parte di percorso durata quattro anni. Con Perdere le cose si apre un nuovo frammento di un cammino, ancora da scoprire e da scrivere. Il primo movimento, che debutterà a VIE festival, di catturare le istanze fragili di ciò che non sa più dove stare, di ciò che ancora esiste ma già non c’è più, senza cedere alla nostalgia. Sarà dunque un primo contenitore drammaturgico e scenico, che verrà via via riempito da nuovi incontri e nuove perdite. Centrale sarà la figura del perdente, inteso come colui che viene sconfitto, ma anche come chi ha perso o sta perdendo qualcosa.
Scoprire quali sono le cose che stiamo abbandonando sarà la sfida di Kepler-452, nella incrollabile certezza che la risposta sia all’esterno, fuori dalla porta del teatro, in strada, nei luoghi di lavoro, di conflitto, di incontro.
Kepler-452 tenta instancabilmente di osservare la realtà e, filtrandola attraverso il proprio sguardo, di restituirla in scena. Non per come è, né per come dovrebbe essere, ma per come potrebbe essere. Lo spettacolo è un tentativo, in tempi interessanti e sfuggenti come quelli che viviamo, di definire ciò che c’è, che esiste come immagine complementare di ciò che manca, va sparendo, viene rimosso.
La fotografia che ne risulterà non potrà che essere mossa, perché il cambiamento non sta fermo e non accetta di essere cristallizzato in una forma definita.

Dati artistici

un’indagine in diversi movimenti di Kepler-452 (Paola Aiello, Enrico Baraldi, Nicola Borghesi)
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione
una produzione di Perdere le cose – Primo movimento • Produzione Emilia Romagna Teatro