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Dalla materia ai sogni

Dialogo tra Nino Migliori e Riccardo Frati

A proposito di questo spettacolo

Se per Nino Migliori il nostro modo di guardare il mondo è il nostro modo di stare al mondo: “Scattiamo una fotografia quando incontriamo e riconosciamo noi stessi”, sorge spontaneo chiedersi: chi è Nino Migliori? In più di settant’anni di attività ha continuamente sperimentato ed esplorato il medium fotografico, partendo dalla matrice neorealista del secondo dopoguerra alla quale ha affiancato fin da subito pratiche attinenti alla corrente Informale quali i pirogrammi e gli idrogrammi, i clichés-verres e le ossidazioni, la serie sui Muri, portata avanti per più di trent’anni, fino alle videografie, alle nature morte e alle più recenti installazioni, in un costante sconfinamento tra fotografia e arte. Un’eclettica produzione di visioni che fanno vibrare la dialettica tra materia e concetto, una proliferazione di sguardi che lasciano esterrefatti per la capacità di evocare mondi altri e che rendono difficile dire chi sia veramente Nino Migliori. Senza dubbio, questo sì, possiamo considerarlo un Maestro. Ecco, quando un giovane apprendista sale nella bottega del Maestro cosa chiede? Se potesse passare un po’ di tempo con lui, magari una sera d’estate in un chiostro di Bologna, quali segreti del mestiere vorrebbe conoscere, emozione permettendo?

Dal 1948 la fotografia di Nino Migliori svolge uno dei percorsi più diramati e interessanti della cultura d’immagine europea. Gli inizi appaiono divisi tra scatti neorealisti, con una particolare idea di racconto in sequenza, e una sperimentazione sui materiali del tutto originale ed inedita. Dalla fine degli anni Sessanta il suo lavoro assume valenze concettuali ed è questa la direzione che negli anni successivi tende a prevalere. Ogni sua opera è frutto di un progetto preciso sul potere della immagine, tema, questo, che ha caratterizzato tutta la sua produzione. È l’autore che meglio rappresenta la straordinaria avventura della fotografia che, da strumento documentario, assume valori e contenuti legati all’arte, alla ricerca e al gioco: oggi considerato come un vero architetto della visione. È in corso, fino al 27 settembre prossimo, la mostra di Nino Migliori “Stragedia”, promossa dal MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna presso l’Ex Chiesa di San Mattia di via Sant’Isaia.

Riccardo Frati si è laureato in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo, indirizzo Cinema, all’Università di Bologna col documentario Uno di noi (2014). Fin dai primi anni accademici ha affiancato allo studio un percorso pratico di approfondimento del linguaggio audiovisivo attraverso produzioni eterogenee ottenendo riconoscimenti nazionali in vari concorsi come il Take Action Contest, il 45Giri Film Festival, il CQFP Contest. Sempre nel 2014 ha fatto parte della giuria alla 71a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, nella sezione Venezia Classici e dal 2015 collabora stabilmente con Emilia Romagna Teatro Fondazione per la quale ha curato il visual design di importanti produzioni teatrali come, tra le altre, la trilogia Istruzioni per non morire in pace (2016), La classe operaia va in paradiso (2018), 1984 (2018) e La commedia della vanità (2019).

Dati artistici

con Nino Migliori e Riccardo Frati

Nino Migliori foto di A.Minzoni

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