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Un grande teatro senza mura

Al centro della progettualità di ERT l’incontro con il “nuovo”, non inteso come semplice “stile”, ma come pratica concreta di rinnovamento rispetto a ciò che è stato, come impulso ad agire per operare dei cambiamenti in un delicato intreccio di memoria e futuro, tradizione e ricerca. Cambiamenti, si badi, che investono i linguaggi teatrali, così come la realtà che ci circonda. Cambiare il teatro, insomma, e cambiare, al tempo stesso, il mondo. Incrollabile in questo senso in ERT il convincimento che il teatro sia un “valore” di cui avere cura: un preziosissimo “bene comune” da porre al centro degli interessi della comunità. Un luogo “necessario” di “conoscenza attiva”, in virtù del tesoro di esperienze che in esso si possono maturare.

Per realizzare questi ambiziosi e appassionanti obiettivi, prendendosi cura delle proprie comunità di riferimento, ERT ha scelto di radicarsi tenacemente nel proprio territorio, tessendo al tempo stesso una fitta trama di relazioni con il sistema teatrale nazionale e mantenendo vigile lo sguardo su ciò che accade all’estero. ERT si impegna infatti a portare all’attenzione delle ribalte nazionali e internazionali gli artisti della sua regione, così come a dare spazio nei suoi palcoscenici ai lavori teatrali più rilevanti oggi proposti a livello italiano o anche Oltralpe. Una scommessa, quella sui rapporti internazionali, che nello specifico si declina come impegno indefesso nel sostenere l’idea di “cultura europea”. È sul piano della cultura che si gioca, in effetti, il vero futuro dell’Europa, e fin dalle remote origini greche il teatro è componente essenziale del DNA dell’identità culturale europea. Un’Europa, quella di ERT, che è ad un tempo culla di valori irrinunciabili, distillati dalla storia, e spazio mobile di dialogo e incontro, aperta in tutti i sensi al confronto con l’“altro”.

La cura del “nuovo” tende ovviamente a tradursi nella speciale attenzione che ERT è solita dedicare ai giovani: giovani artisti e giovani spettatori. Di qui il confronto costante e fecondo del teatro con l’universo della formazione, sia sul fronte dell’apertura di sempre nuovi cantieri per l’educazione del pubblico della scuola (di ogni ordine e grado), sia sul fronte dell’impegno nel campo della pedagogia teatrale con un interesse tutto particolare per la pedagogia dell’attore. Non per nulla ERT, da sempre palestra di giovani talenti, dal 2015 ha sistematizzato le sue precedenti pratiche di pedagogia attoriale, inaugurando la Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro – Laboratorio permanente per l’attore, a doppia articolazione: corsi professionalizzanti e corsi di specializzazione (questi ultimi affidati a Maestri stranieri).

E non si dimentichi che la stessa cura posta all’educazione del pubblico dei più giovani, ERT la accorda alla formazione del pubblico in senso lato, perché (come ci hanno insegnato tutti i grandi protagonisti della scena) è l’incontro con lo spettatore – conflittuale o no che sia – il motore generatore dell’esperienza scenica.

In estrema sintesi, un teatro, ERT, a misura di città: per riflettere insieme, per agire insieme e per divertirsi insieme. «Il teatro», infatti, era solito ripetere Brecht, «rimane» sempre «teatro, anche se è teatro d’insegnamento; e nella misura in cui è buon teatro, è anche divertente».