Stiamo caricando

Ciao Bobò!

Ciao Bobò!

«L’attore è un uccello che con un’ala sfiora la terra, mentre l’altra si staglia nel cielo…»

Ciao, Bobò! E grazie per averci insegnato con la tua grazia e la tua leggerezza ineffabili ad amare la vita.

È difficile, talvolta, trovare le parole giuste per raccontare con la necessaria semplicità e la dovuta profondità ciò che ci accade intorno. È difficile eppure si deve.
È difficile, anche, davanti a certi passaggi della vita, trovare l’esatto equilibrio tra il bisogno e il desiderio della condivisione e la volontà del riserbo. È difficile, eppure si deve.
Ieri pomeriggio, ci ha salutati, in punta di piedi, Bobò. Forse chiamarlo per nome è l’unico modo per tentare di riassumere questo imprendibile funambolo della vita e della scena. Per tanti aspetti un’icona del teatro a cavallo tra due millenni, che ha saputo incantare, con la sua levità, la sua siderale distanza e la sua bruciante presenza, le platee del mondo intero – da Parigi, all’India, da San Pietroburgo alla Spagna e alla Francia, passando per tantissimi palcoscenici del nostro Paese.
Una storia di oscurità e di luce la sua. Entrato nel manicomio di Aversa a sedici anni, proprio lì incontra Pippo Delbono in occasione di un laboratorio teatrale tenuto dallo stesso Delbono. Ed è lì che nasce un sodalizio profondo e tenace che va al di là del linguaggio e di quella strana finzione che siamo soliti chiamare ragione. Bobò e Pippo. Pippo e Bobò.
Entrato in compagnia, dal 1995 Bobò non ha mai smesso di accompagnare Pippo e la sua famiglia teatrale, nelle rigorose e impervie e giocose e amarissime scorribande tra vita e teatro, alla ricerca di una sincerità assoluta nel vortice delle maschere, che Pippo, prendendo per mano Bobò, ha saputo da allora danzare.
Da quel momento in poi, la sua vita sono dodici spettacoli, dodici continenti che spaziano per ogni dove, dodici stelle che accompagnano e accompagneranno il nostro cammino, dodici stazioni di una umanissima e lancinante “commedia” dalla rabbia alla gioia:

Spettacoli
Barboni (1997), Guerra (1998), Esodo (2000), Il Silenzio (2000), Gente di Platica (2002), Urlo (2004), Questo Buio Feroce (2006), La Menzogna (2008), Dopo la battaglia (2011), Orchidee (2013), Vangelo (2015), La Gioia (2018)

Opere liriche
Cavalleria rusticana (2012), Don Giovanni (2014), Madama Butterfly (2014), Pagliacci (2018)

Il sangue, concerto sull’Edipo di Sofocle (2013), ed è stato protagonista e presente in molti film con la regia di Delbono.

Emilia Romagna Teatro Fondazione tutta si stringe a Pippo, alla compagnia e alla famiglia nella gratitudine e nell’affetto per questo amico prezioso. Insieme a tutti coloro che lo hanno amato e continueranno per sempre ad amarlo, ci piace ricordarlo così: un saggio bambino ottantaduenne circondato da un tripudio di fiori, capace di vedere, dalla sua panchina/osservatorio, sulla scena della Gioia, ben al di là delle apparenze…

Ciao, Bobò e grazie di tutto

Emilia Romagna Teatro Fondazione