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Ma a che serve la luce?

Le ceneri di Gramsci

A proposito di questo spettacolo

Virgilio Sieni incontra Le ceneri di Gramsci di Pier Paolo Pasolini in un assolo tra poesia, corpo e memoria civile. A cinquant’anni dalla morte del poeta, il coreografo attraversa il poemetto lasciandosi guidare dalla parola, dal suo ritmo, dalle immagini e dalle fratture che porta con sé. La danza nasce da un corpo a corpo con la voce poetica. Il movimento segue il suono delle parole, i battiti, i respiri, i vuoti, componendo una partitura essenziale. Artista tra i più esperti della scena, Sieni prosegue la sua ricerca sui linguaggi del corpo in relazione alle opere d’arte e plasma il gesto sulla scrittura di Pasolini facendone materia sensibile e politica. Ma a che serve la luce? è una danza raccolta e intensa in cui il corpo diventa luogo di memoria, interrogazione e comunità. Non una semplice traduzione del testo in movimento, ma un modo per restare dentro la sua domanda: che cosa può ancora illuminare la poesia quando incontra la storia, il dolore e il nostro presente?

Dati artistici

dal poemetto Le ceneri di Gramsci (1954) di Pier Paolo Pasolini
coreografia, regia, spazio e interpretazione Virgilio Sieni
voce registrata Pier Paolo Pasolini

musica a cura di Virgilio Sieni (Johann Sebastian Bach, William Basinski, Odetta Holmes)
luci Virgilio Sieni, Marco Cassini
sound design Mauro Forte
direzione generale Daniela Giuliano
direzione amministrativa Rita Campinoti
responsabile comunicazione e ufficio stampa Veronica Pitea
direzione tecnica Marco Cassini
produzione Camilla Pieri
comunicazione Giada Tenace
amministrazione Rosaria Malatesta
logistica Maria Paola Guzzetta
diapositive Pietro Viti
grafica SMV
produzione Teatro della Toscana, Centro Nazionale di Produzione della Danza Cango/Firenze
con il sostegno di MiC Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze

si ringrazia Mimmo Cuticchio per aver donato Ossatura/Pupo palermitano

nell’ambito di Infìnita – paesaggi della danza

foto di scena Laila Pozzo