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Il Ministero della Solitudine

A proposito di questo spettacolo

Ci dispiace comunicare che, a causa di alcuni casi di positività al COVID-19 riscontrati in questi ultimi giorni nell’ensemble de lacasadargilla, siamo costretti a rinviare il debutto dello spettacolo Il Ministero della Solitudine, previsto il 20 gennaio 2022, al prossimo ottobre.

ERT / Teatro Nazionale e gli artisti stessi valutando la natura di un processo in costruzione da due anni e gli spazi e i tempi di lavoro possibili nei prossimi mesi, hanno deciso a malincuore – in virtù di un investimento profondo e ragionato sul progetto – di posticipare l’appuntamento con il pubblico.

Per il rimborso o la sostituzione dei biglietti o per il cambio rateo dell’abbonamento è possibile rivolgersi alla biglietteria del Teatro.


2019. In Gran Bretagna apre il Ministero della Solitudine, “istituzione dalla natura politicamente ambigua e dalle finalità incerte”.

A partire da questa vicenda, la compagnia lacasadargilla – con la regia di Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni e la drammaturgia di Fabrizio Sinisi – inaugura una riflessione intorno a un luogo – reale e immaginifico – capace di operare su linguaggi e dispositivi narrativi intorno ai desideri, ai rimossi e alle immaginazioni di un’epoca che sempre più richiede di ragionare accanto e con cura alle comunità dei viventi.

Una scrittura originale per cinque attori, strutturata per flash, incontri, incidenti, fatta di partiture fisiche all’orlo di una danza. Una storia che indaga la solitudine innanzitutto come senso di incapacità, come difficoltà del desiderio a trovare una corrispondenza avendo in sé una speranza troppo alta per potersi mai realizzare o, ancora, quella solitudine in cui si sprofonda perché quello che è successo è irrecuperabile o non interessa a nessuno. Solitudine tutta contemporanea, di un’allegrezza insidiosa e irragionevolmente lieve.

Nel corpo non posizionato, non ci sono posture, non ci sono attitudini, e ne emerge una gestualità che fa da contrappunto e collante fra le storie. Una sorta di glossario dei gesti, delle ferite e delle percezioni dei corpi solitari. Si danza il deficit dalla propria azione in scena e s’invita qualcosa della vita a farle posto.

La storia ha luogo in uno spazio unico: privato e notturno – quello dei personaggi – e pubblico, quasi sempre diurno – la piccola, inadeguata sala d’attesa del Ministero stesso, un bar karaoke dai colori accesi con un’insegna pop rosa shocking, un luogo non definito e di passaggio. Perno della scena un grande periaktos iper-realistico, struttura girevole a tre facce, che modifica i luoghi a seconda del lato che si dà a vedere – un frigorifero in acciaio, il poster sgualcito di un atollo che nasconde una grande arnia gialla sotto plexiglas, un distributore di bevande e snacks da cui inspiegabilmente esce tutto ciò che serve.


Note:
“…È lo scandalo della solitudine. È l’affollamento degli assenti nelle nostre vite, siano essi vivi, deceduti, spettri o tutta la moltitudine degli incontri mancati. Solitudine come atlante e catalogo, che si incarna in alcuni oggetti specifici. Oggetti come vere e proprie ’sacche di storie’, alberi a cui le storie vengano appese e raccontate, ‘kit di sopravvivenza’, oggetti a un tempo inutili e necessari per un’esistenza fuori dal normale”.

“Tenendone ferma la natura ‘leggera’ e incidentale – come nell’improvviso rendersi conto che la propria vita è un acquario – abbiamo immaginato una struttura articolata attorno a cinque vicende, cinque storie di solitudine. Dell’Istituzione Ministero ne viene definita la natura politica sostanzialmente ambigua e tragicamente comica. Il principio narrativo si muove per capitoli indipendenti, collegati fra loro dallo scivolare dei personaggi nelle storie degli uni e degli altri. Come se queste figure oltre che se stesse, diventassero incidenti e proiezioni che precipitano nelle altre singole storie. O come se degli sconosciuti incrociassero per caso, per un istante, le nostre vite per poi scomparire.”  

prima assoluta

Dati artistici

uno spettacolo di lacasadargilla
parole di Caterina Carpio, Tania Garribba, Emiliano Masala, Giulia Mazzarino, Francesco Villano
drammaturgia del testo Fabrizio Sinisi
regia Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni
con Caterina Carpio, Tania Garribba, Emiliano Masala, Giulia Mazzarino, Francesco Villano
drammaturgia del movimento Marta Ciappina
cura dei contenuti Maddalena Parise
spazio scenico e paesaggi sonori Alessandro Ferroni
luci Luigi Biondi
assistente al disegno luci Omar Scala
costumi Anna Missaglia
aiuto regia Caterina Dazzi
consulenza alle scenografie Annalisa Poiese

produzione ERT / Teatro Nazionale
coproduzione Teatro di Roma-Teatro Nazionale, Teatro Metastasio di Prato
in collaborazione con lacasadargilla
con il sostegno di ATCL

Si ringrazia per l’ospitalità in residenza Carrozzerie N.O.T.

Il libro:

Accanto allo spettacolo per la collana Linea – pubblicata da ERT / Teatro Nazionale e Luca Sossella Editore, a cura di Sergio Lo Gatto e Debora Pietrobono – esce il volume Il Ministero della Solitudine, a cura di Maddalena Parise/lacasadargilla e Fabrizio Sinisi, un libro a più voci che oltre al testo integrale dello spettacolo pubblica tutte le parole e le riflessioni che ne hanno accompagnato la creazione.

una produzione di Il Ministero della Solitudine • Produzione Emilia Romagna Teatro