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Sistema-Ambiente

Sistema-Ambiente

Dal 21 settembre tutti i lunedì - alle ore 21 - sui canali Facebook di ERT e del DAMSLab-La Soffitta.

Nato dalla collaborazione tra Emilia Romagna Teatro Fondazione e il Dipartimento delle Arti-La Soffitta dell’Università di Bologna, con la curatela di Gerardo Guccini, Claudio Longhi e Rossella Mazzaglia, il progetto In prospettiva. Dialoghi sul teatro prevede una serie di incontri che danno voce ad artisti, studiosi, operatori del mondo dello spettacolo dal vivo per interrogarsi sul ruolo delle arti performative in un periodo di così profonde trasformazioni.
Dopo la pausa estiva seguita alla conclusione dei primi cinque appuntamenti dedicati alla relazione Corpo-Mondo, si succederanno due nuovi cicli tematici. I nodi concettuali Sistema-Ambiente e Spettatore-Persona serviranno da chiavi di lettura per osservare il nostro presente, dagli effetti dell’emergenza da Coronavirus alle prospettive di r(esistenza) e sviluppo che prassi, poetiche e riflessioni degli artisti aprono nello scenario attuale.

Nello specifico, il ciclo Sistema-Ambiente ospiterà: l’attore e regista teatrale argentino Lisandro Rodríguez ; il coreografo e performer Michele Di Stefano; la regista teatrale e cinematografica, performer e scrittrice argentina Lola Arias; i direttori e fondatori del Teatro delle Albe Marco Martinelli ed Ermanna Montanari; il drammaturgo, attore e regista teatrale uruguaiano Gabriel Calderón. Muovendo dall’orizzonte delle “terre di crisi” del Sud America, attraverso la presenza di artisti che attestano anche il grande fermento culturale di quest’area geografica, e nel confronto con la situazione italiana del teatro e della danza, i dialoghi tratteranno i concetti di sistema e di ambiente intesi come polarità di una relazione variabile sul piano operativo e culturale che oscilla dal conflitto al sostegno, alla reciproca compenetrazione; dal sistema che produce ambiente, o è esso stesso ambiente, alle dinamiche che quest’ultimo attiva in risonanza o antitesi rispetto al sistema produttivo teatrale. Fino all’ambiente che, tra prossimità e distanza, spazio aperto e chiuso, inglobante o frontale, ridisegna le forme della relazione teatrale in una prospettiva nuovamente declinabile in chiave estetica, sociale, politica e, finanche, ecologica.

SECONDO CICLO SISTEMA-AMBIENTE: 

Lisandro Rodríguez
Regista e attore argentino impegnato in una ricerca permanente di nuovi linguaggi e formati teatrali, rifiuta la convenzionalità del palcoscenico e la divisione tra spettatori e attori, promuovendo la creazione collettiva. Nel 2004 Rodríguez ha fondato il centro di ricerca e di produzione scenica Elefante Club de Teatro, con cui ha realizzato numerosi spettacoli (i primi su testi di Santiago Loza: Sencilla y Ella merece lo mejor, Asco, La enamorada del muro, La vida terrenal; altri ancora frutto di ulteriori collaborazioni, tra cui quella con il filosofo Horacio Banega: Fassbinder: Todo es demasiado, Dios, Duros, Hamlet está muerto sin fuerza de Gravedad, Un trabajo, La Parodia está de moda y las salas alternativas fomentan el amateurismo, Abnegación 3) nonché attività collaterali e didattiche. Nel 2019 ha dato vita al suo nuovo spazio scenico, anch’esso di natura sperimentale, Estudio Los Vidrios. Ha condotto numerosi laboratori di sperimentazione scenica in diverse parti del mondo (Uruguay, Perù, Francia, Cile, Spagna).





Michele Di Stefano
Coreografo e performer, dopo gli studi universitari ha attraversato la scena musicale punk-new wave degli anni Ottanta per approdare a un progetto autodidatta di ricerca corporea con la fondazione di MK, gruppo ospitato nei più importanti festival della nuova scena. MK si occupa di performance, coreografia e ricerca sonora. Tra le produzioni si ricordano: Robinson, Il giro del mondo in 80 giorni, Quattro danze coloniali viste da vicino e Grand Tour, indagini coreografiche in bilico tra paesaggio puro e ricostruzione tormentata dell’esotico; le Instruction Series, ambienti performativi creati a distanza via mail in collaborazione con Xing. Alla circuitazione degli spettacoli si affianca una intensa attività di conferenze, laboratori e proposte sperimentali, tra le quali Wasted, Clima, Accademie Eventuali, Reform club e la Piattaforma della Danza Balinese assieme a Cristina Rizzo e Fabrizio Favale. Nel 2014 la Biennale Danza di Venezia gli assegna il Leone d’argento per la Danza. Nel 2019 Michele Di Stefano/MK vince il premio Ubu per il “Miglior spettacolo di danza dell’anno” con Bermudas.


Lola Arias
È regista teatrale e cinematografica, scrittrice e performer argentina. Artista poliedrica la cui opera coinvolge persone di diversa estrazione e provenienza (veterani di guerra, ex comunisti, bambini bulgari, minori non accompagnati, etc.) in progetti teatrali, cinematografici, letterari, musicali e di arti visive, Arias gioca sulla sovrapposizione di realtà e finzione. I suoi più recenti spettacoli di teatro-documentario sono Futureland (2019), Atlas des Kommunismus (2016), Minefield (2016). Il lungometraggio Theatre of war (2018) è stato selezionato alla 68a Berlinale Film Festival. Con Ulises Conti, ha registrato gli album Those who not sleep (2011) e Love is a sniper (2007), mentre con Stefan Kaegi (Rimini Protokoll) ha co-creato i progetti Ciudades Paralelas (2010), Chácara Paraíso (2007), Airport Kids (2008). Ha, inoltre, pubblicato poesie, narrativa e opere teatrali. Oltre ad aver ricevuto prestigiosi riconoscimenti, i suoi lavori sono ospitati in numerosi festival internazionali tra i quali il Lift Festival di Londra, Under the Radar di New York, il Festival di Avignone, il Theater Spektakel a Zurigo, il Wiener Festwochen, il Festival Theaterformen di Brunswick/Hannover, Spielart Festival di Monaco, Berlinale, e presso alcuni dei più importanti teatri del mondo tra cui Théâtre de la Ville di Parigi, REDCAT di Los Angeles, Walker Art Centre a Minneapolis, Parque de a Memoria di Buenos Aires, Museum of Contemporary Art di Chicago e il Royal Court Theatre di Londra.


Marco Martinelli ed Ermanna Montanari
Nel 1983, fondano, insieme a Luigi Dadina e Marcella Nonni, il Teatro delle Albe, dove operano – il primo – in qualità di drammaturgo e regista, e – la seconda – come attrice, autrice e scenografa. Nel 1991 le Albe danno vita, con la Compagnia Drammatico Vegetale, a Ravenna Teatro, “Stabile corsaro”, a vocazione insieme etica ed estetica, neo-Centro di produzione. In quel contesto nasce la non-scuola, una pedagogia teatrale “asinina” e anti-accademica praticata negli istituti e nei licei della città, poi approdata in diversi luoghi in Italia e nel mondo.
Tra gli spettacoli chiave di Martinelli e Montanari con le Albe si ricordano almeno: Ruh. Romagna più Africa uguale, Siamo asini o pedanti?, I Refrattari e I ventidue infortuni di Mor Arlecchino, rielaborazione goldoniana centrata sulla singolare figura di un Arlecchino africano; All’inferno!, un originale affresco da Aristofane prodotto da Ravenna Festival; L’Isola di Alcina che rivela, fra dialetto, musica sperimentale e ctonia poesia, la virtuosistica phoné di Ermamma Montanari; i Polacchi, ispirati all’Ubu roi di Alfred Jarry. Nel novembre 2006 mettono in scena due spettacoli: LEBEN, drammaturgia di Marco Martinelli, e Sterminio di Werner Schwab, che insieme costituiscono un dittico sull’ineluttabilità e l’universalità del male. Nel 2010 le Albe si immergono nell’opera di Molière. Dopo una lunga residenza artistica in Belgio debutta a Mons detto Molière. Secondo spettacolo del dittico molieriano, L’Avaro debutta nell’aprile 2010.
Dopo altri significativi lavori (ad es.: Rumore di acque, Pantani, Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi), nel 2017 Martinelli e Montanari iniziano un percorso sulla Divina Commedia, produzione Ravenna Festival, che prevede la realizzazione delle tre cantiche dantesche nel 2021, settimo centenario della morte di Dante Alighieri. Alla realizzazione prendono parte settecento cittadini ravennati di tutte le età. Sempre nel 2017 Martinelli scrive Saluti da Brescello e Va pensiero, due opere che prendono spunto da un caso di cronaca, l’ingiusto licenziamento del vigile urbano Donato Ungaro a Brescello, nei primi anni del secolo.
La drammaturgia di Marco Martinelli e l’arte attorica di Ermanna Montanari (più volte Premio Ubu come “migliore attrice”) creano fra i testi letterari e l’esperienza della realtà cortocircuiti che mettono in vita il teatro stesso, realizzando spettacoli concentrati e drammatici oppure laboratoriali e diffusi, ma sempre costruiti intorno a nuclei di senso che coinvolgono emozionalmente il pensiero dello spettatore.


Gabriel Calderón
Drammaturgo, regista e attore uruguaiano, fonda nel 2005, insieme a Martin Inthamoussú, la compagnia teatrale Complot, con cui crea e collabora a oltre 25 spettacoli – ad es.: Más vale solo, Mi muñequita (la farsa), Morir (o no) –, coinvolgendo altri artisti come Mariana Percovich, Ramiro Perdomo e Sergio Blanco. Con la compagnia Complot ha partecipato a più di quindici festival internazionali negli ultimi anni. Per la scena ha scritto più di venti drammaturgie (si segnalano almeno: Mi pequeño mundo porno e l’antología Tal vez la vida sea ridícula, che riunisce i testi della sua trilogia Uz – el pueblo, Or – tal vez la vida sea ridícula ed Ex – que revienten los actores, più una ristampa di Mi muñequita), con cui si è aggiudicato diversi premi, tra i quali Premio Florencio, Iris Award, Premio Morosoli e il 2006 Young Talents Award della Bank Boston Foundation. Borsista nel 2004 per la  Carolina Foundation, per realizzare in Spagna il Corso di professionisti in drammaturgia e regia teatrale, nel 2009 è stato drammaturgo residente presso il Royal Court Theatre di Londra. Dal 2011 è membro del Lincoln Center Theater Directors Lab e artista residente del Théâtre des Quartiers d’Ivry a Parigi, Francia. Le sue opere sono state rappresentate in Argentina, Brasile, Panama, Perù, Spagna, Francia e Messico; Ex – que revienten los actores è stato il suo primo lavoro portato in scena in Italia durante il Festival Vie nel 2019. I suoi testi sono stati tradotti in francese, tedesco, inglese, italiano e portoghese. In Francia è pubblicato dalla casa editrice Actes Sud. Quello di Calderón è un linguaggio molto personale che include elementi di melodramma, fantascienza e umorismo come chiavi essenziali del discorso tragico. Dal 2006 al 2010 è Coordinatore Generale dei Progetti Culturali nella Direzione Nazionale della Cultura del MEC, mentre nel 2011 coordina la Segreteria Esecutiva delle Celebrazioni per il bicentenario dell’Uruguay.


I dialoghi in lingua straniera saranno sottotitolati in italiano