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Del guardar lontano

Del guardar lontano è il titolo della Stagione ERT 2025/26. Tre parole che contengono contemporaneamente una dedica e un impegno: la dedica al drammaturgo, scrittore, poeta e narratore Giuliano Scabia, a stare nello spirito di avventura che illuminerà il nuovo operato della Direzione; e l’impegno verso il futuro, con artiste, artisti e il pubblico a osservare insieme nuovi orizzonti del teatro con uno sguardo che sa spingersi lontano.

Significativa linea guida della nuova direzione del Teatro Nazionale: ERT come Teatropubblico, scritto tutto attaccato come un’unica parola inscindibile, per rimettere al centro il Teatro come linguaggio e come luogo di comunità artistica, per diffondere e condividere la cultura della scena. Nel rimettere al centro la voce di artisti e artiste, in un rinnovato slancio internazionale, la nuova linea artistica, che emerge già in questa stagione segnata da nuove scelte e si svilupperà pienamente nella prossima, compone una particolare alchimia, dalla sapienza del teatro all’innovazione, tra maestri della scena, artiste e artisti affermati fino alla nuova creatività. ERT: casa per artisti/e e pubblici.

La stagione di ERT nelle cinque città e otto sale, si compone di 156 titoli presenti in stagione di cui 26 tra prime assolute e prime nazionali, 32 tra nuove produzioni esecutive e coproduzioni, 23 riprese, 10 spettacoli internazionali, 86 ospitalità.

Una programmazione in cui si incontrano grandi Maestri, artiste e artisti affermati, compagnie indipendenti, fino alla nuova creatività, nella pluralità di poetiche e linguaggi.

 

Attraversando quei corpi: Moro e Pasolini, i fantasmi della nostra Storia

1969/1989 - dalla strage di Piazza Fontana al crollo del Muro di Berlino

Un progetto speciale ideato da Fabrizio Gifuni per ERT e Cineteca di Bologna che si articolerà dal 30 marzo al 10 maggio fra Bologna e Modena, attraversando teatro, cinema e riflessione pubblica. Due spettacoli teatrali, otto incontri e dodici film – 4 documentari e 8 opere di finzione – proiettati al Cinema Modernissimo di Bologna e alla Sala Truffaut di Modena, costruiscono un percorso di visione e riflessione sugli anni Settanta e Ottanta, prima e dopo Moro e Pasolini.