Così è se vi pare
Debutto: Teatro Arena del Sole, Bologna, 13/04/2027
A proposito di questo spettacolo
Arte e Salute torna in scena con Vito affrontando uno dei testi più inquieti e ambigui di Pirandello, una commedia in cui il desiderio di conoscere la verità diventa sospetto, giudizio, violenza. Rappresentato nel 1917 e poi rielaborato nel 1925, la vicenda si svolge in una piccola comunità borghese turbata dall’arrivo del signor Ponza e della signora Frola. Al centro, una donna tenuta nascosta e due verità inconciliabili: per lei è la figlia ancora viva, per lui è la seconda moglie scambiata per la prima da una madre impazzita dal dolore. Intorno a loro cresce un tribunale domestico: tutti vogliono sapere, interrogare, spiegare. Con la regia di Nanni Garella, gli attori e le attrici della Compagnia Arte e Salute entrano in questa macchina di versioni contrapposte, dove la follia non è un enigma da risolvere ma una zona fragile, in cui dolore, protezione e identità si confondono. Nata in collaborazione con l’Associazione Arte e Salute e il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL di Bologna, la messinscena restituisce a Pirandello tutta la sua forza: la realtà non è mai una sola, ma cambia a seconda di chi la guarda e di chi pretende di possederla.
prima assoluta
NOTE DI REGIA
È pazzo lui o è pazza lei?
Così è se vi pare fu rappresentata per la prima volta il 18 giugno 1917. Pirandello ne presentò poi una nuova edizione, completamente modificata, nel 1925; non a caso dopo la prima scrittura dei Sei personaggi in cerca d’autore.
L’apparente commedia borghese Così è se vi pare racconta lo scompiglio seminato in un gruppo di borghesi assetati di scandali da una strana famigliola, che porta in sé un grumo misterioso, sanguinoso, inconoscibile, nascosto nella follia.
Come nei Sei personaggi anche qui ci si trova di fronte ad una forma, per così dire, pre-drammatica, non ancora scritta, raccontata e continuamente interrotta, ad un tratto vissuta al presente eppure sovrapposta al passato; in una situazione che lascia i personaggi sospesi nel vuoto.
E come nei Sei personaggi viene tesa una rete di protezione, quasi a rimuovere il cosciente, angoscioso disagio che quella materia informe continua a provocare nell’autore: una rimozione tanto precisa e puntigliosa da suscitare un sospetto: che l’oggetto da rimuovere non sia dentro il racconto, che non sia il desiderio di incesto di un padre per una figlia; ma che sia nella forma di quel racconto, che sia il rapporto angoscioso tra il creatore e le sue creature.
La Natura pare scomparsa, allontanata. Essa si ritrae scontrosamente fuori dal teatro, fuori da quella sorta di laboratorio faustiano in cui un uomo crea per gli altri una realtà a sua immagine e somiglianza, sostituendosi a Dio.
Nell’ombra del teatro, tuttavia, una Madre dolente, accorata, ricorda a tutti che furono figli; e che Natura esiste anche in quel luogo di artificio; e che la fantasia più sfrenata, più orgogliosa, più sublime è pur sempre Natura.
Nanni Garella
Dati artistici
immagine di Vito tratta da La dodicesima notte di Nanni Garella / Compagnia Arte e Salute. Foto di Stefano Triggiani