La luce che taglia
(prologo del progetto Le sette opere di Misericordia)
A proposito di questo spettacolo
Le allieve e gli allievi del corso La magia dell’umano, curato dal regista e pedagogo Davide Iodice, sono protagonisti di una serie di “atti poetici” nati durante un lungo percorso di ricerca, attraverso l’incontro con luoghi abitati e biografie di persone comuni. Attrici e attori portano così in scena un teatro di persone, fatto di molteplici corpi e storie.
«Condivido con Bernard Marie Koltés quel terrore di vacuità che lo porta a dire: “Quando vado a teatro capisco subito che la vita è da un’altra parte”. Ecco, io non voglio che la vita sia altro che il mio teatro, non voglio che sia da un’altra parte, voglio che ne sia compromesso, che ciò che è in scena abbia la stessa intensità. E la vita la inseguo spesso lì dov’è più tesa, dove i conflitti sono più esposti, le contraddizioni più scoperte. Lì dove fuori da ogni rappresentazione, l’umanità vive il suo autentico dramma, divenendo metafora incarnata che rifiuta qualsiasi mediazione o esegesi. Riportare il teatro nel vivo del corpo sociale. Restituire al linguaggio teatrale la sua funzione comunitaria, catartica, in qualche modo ‘magica’: il teatro deve appartenere alle nostre esistenze.» Davide Iodice
fuori abbonamento
Dati artistici
azione scenica collegata al corso La magia dell’umano. Corso di Alta Formazione per la scena contemporanea, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo e Regione Emilia-Romagna
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
foto di Renato Esposito