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Lingua Madre

Debutto: Teatro Arena del Sole, Bologna, 2/12/2020

A proposito di questo spettacolo

2 dicembre // ore 21:00 // Teatro Arena del Sole
segue incontro con la regista
6 dicembre // ore 16:00 // Teatro Arena del Sole
segue incontro con le attrici e gli attori

Cosa significa la parola madre? È necessario essere una donna per essere una madre? È necessario essere madre per essere una donna? Essere madre è una decisione? Di chi? C’è un solo modo per essere una madre? In questa nuova ondata femminista globale, il diritto di decidere quando e come essere una madre è un diritto in discussione. In molti paesi si combatte per legalizzare l’aborto, mentre in altri, in cui era già legale, si vuole tornare indietro. In alcuni paesi si discute di crisi delle nascite, delle leggi sulla maternità assistita, sul congedo di maternità o paternità. E in altri, si discute di aborto in caso di stupro, abbandono precoce della scuola da parte di madri adolescenti, di sostegno economico per ogni figlix. In tutte queste discussioni ascoltiamo l’opinione della politica, della Chiesa e della scienza, ma non sappiamo cosa pensano quelle che partoriscono, adottano, crescono o accompagnano la crescita dei bambini e delle bambine. In Lingua Madre un gruppo di persone di diverse età, professioni, classi, passati migratori, risponde a un questionario sulla maternità con parole, musica, azioni. Il palcoscenico diventa un luogo per rispondere collettivamente, discutere, definire strategie, scrivere manifesti o distruggerli. Questo spazio potrebbe essere un laboratorio di una clinica futura, un’assemblea, un rituale sciamanico o semplicemente un incontro sociale. Il progetto verrà realizzato in diverse città del mondo con un gruppo di persone diverse che risponderanno alle stesse domande, creando così un laboratorio mobile. Lingua Madre è un progetto su come chiedere e rispondere, sul potere di pensare la parola madre da zero.

“Nelle ricerche condotte per Lingua Madre sono stati intervistati medici, esperti in fecondazione assistita, ostetriche, doule, avvocati, antropologi, attiviste femministe, attiviste anti-aborto, madri lesbiche che lottano per il riconoscimento dei figli, madri migranti che hanno dovuto lasciare i propri bambini per prendersi cura degli altri, madri adolescenti senza sostegno sociale, madri transessuali, famiglie che hanno scelto la gestazione per altri, famiglie che hanno atteso anni per adottare, donne che hanno dovuto mentire per accedere ai trattamenti per la fertilità, donne che si prendono cura temporaneamente dei neonati prima dell’adozione, persone intersessuali che combattono per rimanere incinte, donne che scelgono di non avere figli. Le conversazioni hanno rivelato che tutte esperienze non sono una questione privata ma spazi di lotta. Come dice il filosofo Paul B. Preciado, la finzione individualista neoliberale ci illude di essere padroni del nostro corpo, in realtà sono gli apparati governativi ed economici a controllare i nostri organi, l’utero in particolare. Non dovremmo sorprenderci che molte attuali battaglie politiche investano il campo della procreazione. Questi vissuti hanno la forza di allargare la portata del nostro sguardo e del nostro pensiero, aprendo domande sul presente e sul futuro: che cos’è una famiglia oggi? La procreazione è un lavoro? E cosa accadrebbe se gli uteri iniziassero a scioperare? E se i bambini nascessero da un grembo artificiale? Lingua Madre è un territorio per pensare l’istituto della maternità, presente, passato e futuro. Come un dizionario scritto sul palcoscenico, ogni voce rinnova il senso di una parola antica.”

Lola Arias

Prima assoluta

Lingua madre

testo e regia Lola Arias
con Donatella Allegro, Angela Balzano, Marzia Bisognin, Chiara Bodini, Egon Botteghi, Giovanni D’Alessandro, Eloisa Gatto, Marcella Terrusi, Florette Zengue, Martina Zucchini
scene e costumi Mariana Tirantte
video e luci Matias Iaccarino
direzione coro Meike Clarelli
musiche Meike Clarelli e Davide Fasulo
coreografia Luciana Acuña
dramaturg Piersandra Di Matteo
assistente alla regia
e responsabile produzione Lola Arias Company Laura Cecilia Nicolas

ricerche e casting Piersandra Di Matteo, Cosetta Nicolini
collaborazione alle ricerche bibliografiche Marina Mariasch
traduttrice Teresa Vila
direttore tecnico Massimo Gianaroli
direttore tecnico in sede Vincenzo Bonaffini
direttrice di scena Paola Castrignanò
tecnico video Yassin Hannat
elettricista Tiziano Ruggia
fonico Andrea Melega
macchinisti Davide Capponcelli, Massimo Abbondanza
sarta Elena Dal Pozzo
responsabile del Laboratorio e capo costruttore Gioacchino Gramolini
costruttori Sergio Puzzo, Marco Fieni (costruzioni in ferro), Jurgen Koci, Tiziano Barone, Riccardo Benecchi
scenografe realizzatrici Ludovica Sitti e Sarah Menichini, Benedetta Monetti, Rebecca Zavattoni, Martina Perrone (tirocinante)
assistenti alla produzione
Francesco Vaira, Francesca Lombardi (tirocinante)
produzione
Emilia Romagna Teatro Fondazione
nell’ambito del progetto Atlas of Transitions

foto di scena e documentazione video Stefano Triggiani


Lola Arias (Argentina, 1976) è scrittrice e regista teatrale e cinematografica. Artista poliedrica la cui opera coinvolge persone di diversa estrazione e provenienza (veterani di guerra, ex comunisti, bambini migranti ecc.) in progetti teatrali, cinematografici, letterari, musicali e di arti visive, Arias gioca sulla sovrapposizione di realtà e finzione. Oltre ad aver ricevuto prestigiosi riconoscimenti, i suoi lavori sono ospitati in numerosi festival internazionali tra i quali il Lift Festival di Londra, Under the Radar di New York, il Festival di Avignone, il Theater Spektakel a Zurigo, il Wiener Festwochen, il Festival Theaterformen di Brunswick/Hannover, Spielart Festival di Monaco, Berlinale e presso alcuni dei più importanti teatri del mondo tra cui Théâtre de la Ville di Parigi, REDCAT di Los Angeles, Walker Art Centre a Minneapolis, Parque de a Memoria di Buenos Aires, Museum of Contemporary Art di Chicago e il Royal Court Theatre di Londra.

una produzione di Lingua Madre • Produzione Emilia Romagna Teatro
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