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Lingua Madre

Debutto: Teatro Arena del Sole, Bologna, 05/10/2021

A proposito di questo spettacolo

Lingua Madre dell’artista argentina Lola Arias è una “enciclopedia sulla riproduzione nel XXI secolo”, scritta a partire dalle storie di un gruppo abitanti di Bologna che chiedono di ripensare i confini della parola “maternità”.

Lingua Madre si realizzerà in diversi paesi del mondo, con comunità diverse, come un laboratorio mobile. Lingua Madre, edizione Bologna, è la prima performance di una serie che avrà luogo a Madrid, Berlino e altre città.

Incontro con Lola Arias e le/gli interpreti a seguire lo spettacolo del 5 ottobre

Un piccolo approfondimento sul lavoro di Lola Arias, dopo la replica del 12 ottobre, a cura di Stratagemmi Prospettive Teatrali.


Cosa significa la parola madre? È necessario essere donna per essere madre? È necessario essere madre per essere donna? Essere madre è una decisione? Di chi?
In un momento in cui il futuro è al centro del dibattito pubblico, lo spettacolo Lingua Madre porta in scena una riflessione sulla maternità non intesa come una questione biografica, singolare, privata ma come un campo di lotta, sociale e politica, perché riguarda i diritti di tutte e tutti.

Per realizzare Lingua Madre a Bologna ci sono voluti due anni di ricerca dedicate alla raccolta di testimonianze, leggi del passato e del presente, statistiche demografiche, fonti orali. In scena non ci sono personaggi ma otto abitanti di Bologna – diversi per provenienze, età, professione, condizioni di vita – che hanno compiuto un lungo processo di creazione artistica sul palco dell’Arena del Sole. Raccontano il proprio vissuto legato alla maternità, componendo un affresco intensamente emotivo che oscilla tra il documento e il canto, tra i fatti realmente accaduti e un certo grado di narrazione finzionale: è l’idea incarnata del teatro “come luogo della vita, dove i confini tra realtà e finzione si intrecciano e sovrappongono” – afferma Lola Arias.

Il palcoscenico diventa un luogo per definire strategie, discutere posizioni, scrivere manifesti o distruggerli: potrebbe essere la sala d’aspetto di una clinica del futuro, un’assemblea, un rituale sciamanico o semplicemente lo spazio consacrato a un incontro sociale. Lingua Madre è un’interrogazione radicale sulla maternità nella società contemporanea, un modo per misurarsi con nuovi paradigmi, attraverso lo scambio di esperienze dirette, connesse alla materialità della vita.


Note:
“La maternità è un desiderio? La procreazione è un lavoro? Che cosa accadrebbe se facessimo uno sciopero degli uteri?
Nel 2021, il diritto a decidere come e quando diventare madre è un diritto messo in discussione. In molti paesi, si lotta per legalizzare l’aborto, mentre in altri in cui è già legale, si vuole abrogare la legge. Le discussioni si polarizzano intorno al ridotto tasso di natalità, le possibilità date della fecondazione assistita, la legalizzazione della gestazione per altri, l’adozione da parte di persone single o coppie omosessuali. Una vera battaglia politica che si innesca sul territorio della procreazione.

Lingua Madre è un’enciclopedia sulla riproduzione nel XXI secolo, scritta a partire dalle storie di madri migranti, madri transessuali, madri che hanno fatto ricorso alla fecondazione assistita, madri lesbiche, padri gay, madri adolescenti, donne che abortiscono, madri che hanno adottato, donne che non vogliono avere figli e molte altre persone che si chiedono come reinventare la parola madre. In uno spazio ibrido tra la biblioteca e il gabinetto delle meraviglie, in cui si condividono documenti, filmati e musica, i performer ricostruiscono il passato e discutono il futuro.”


Lola Arias Lola Arias (Argentina, 1976) è scrittrice e regista teatrale e cinematografica. Artista poliedrica la cui opera coinvolge persone di diversa estrazione e provenienza (veterani di guerra, ex comunisti, bambini migranti ecc.) in progetti teatrali, cinematografici, letterari, musicali e di arti visive, Arias gioca sulla sovrapposizione di realtà e finzione. Oltre ad aver ricevuto prestigiosi riconoscimenti, i suoi lavori sono ospitati in numerosi festival internazionali tra i quali il Lift Festival di Londra, Under the Radar di New York, il Festival di Avignone, il Theater Spektakel a Zurigo, il Wiener Festwochen, il Festival Theaterformen di Brunswick/Hannover, Spielart Festival di Monaco, Berlinale e presso alcuni dei più importanti teatri del mondo tra cui Théâtre de la Ville di Parigi, REDCAT di Los Angeles, Walker Art Centre a Minneapolis, Parque de a Memoria di Buenos Aires, Museum of Contemporary Art di Chicago e il Royal Court Theatre di Londra. L’ultima sua produzione dal titolo I am not dead ha debuttato al Festival Theaterformen 2021 di Hannover.
https://lolaarias.com/

Prima assoluta

Durata: 1 ora e 30 minuti

Lingua madre

testo e regia Lola Arias
con Donatella Allegro, Marzia Bisognin, Chiara Bodini, Egon Botteghi, Giovanni D’Alessandro, Eloisa Gatto, Florette Zengue, Martina Zucchini
e la partecipazione di Angela Balzano al processo creativo
scene e costumi Mariana Tirantte
video e luci Matias Iaccarino
direzione coro Meike Clarelli
musiche Meike Clarelli e Davide Fasulo
coreografia Luciana Acuña
dramaturg Piersandra Di Matteo
assistente alla regia
e responsabile produzione Lola Arias Company Laura Cecilia Nicolas

ricerche e casting Piersandra Di Matteo, Cosetta Nicolini
collaborazione alle ricerche bibliografiche Marina Mariasch
traduttrice Teresa Vila
direttore tecnico Massimo Gianaroli
direttore tecnico in sede Vincenzo Bonaffini
direttrice di scena Paola Castrignanò
tecnico video Garlos Hamparzoumiàn
elettricista Tiziano Ruggia
fonico Andrea Melega
macchinisti Davide Capponcelli, Alfonso Pintabuono
sarta Elena Dal Pozzo
responsabile del Laboratorio e capo costruttore Gioacchino Gramolini
costruttori Sergio Puzzo, Marco Fieni (costruzioni in ferro), Jurgen Koci, Tiziano Barone, Riccardo Benecchi
scenografe realizzatrici Ludovica Sitti e Sarah Menichini, Benedetta Monetti, Rebecca Zavattoni, Martina Perrone (tirocinante)
assistenti alla produzione
Francesco Vaira, Francesca Lombardi (tirocinante)
produzione
ERT / Teatro Nazionale
nell’ambito del progetto Atlas of Transitions
riprese per la scenografia Per gentile concessione della Biblioteca dell’Archiginnasio e del Museo Poggi a Bologna

foto di scena e documentazione video Stefano Triggiani

Lingua Madre si è nutrita, nel suo percorso, del patrimonio di storie e vissuti generosamente condivisi da persone che vogliamo ringraziare una ad una:
Babs, Monica Bernardi, Francesca Bono, Caterina Bonori, Daniela Crocetti, Elisa Dal Molin, Francess Frank, Serena Lanza, Mazen Masoud, Marco Montevecchi, Irene Petris, Viviana Sernagiotto, Marcella Terrusi.

Lungo il processo di ricerca che ha preceduto l’inizio delle prove, sono numerose le persone che abbiamo incontrato e che hanno contribuito attraverso racconti, contatti, punti di vista, studi e ricerche. Un sincero ringraziamento a:
Luciana Apicella, Francesca Bambace, Milena Baschieri, Silvia Bertolini, Dott. Augusto Biasini, Alessia Bilato (Ass. Mondodonna Onlus), Anna Braca (Progetto Cicogna), Simona Brighetti, Dott. Patrizio Calderoni, Grazia  Carboni, Cinzia Carlini, Fulvia Casagrande (Giuridico Cassero), Barbara Cassioli, Silvia Castaldini, Azzurra Celli, Giulia Del Cherico, Lucia Chinni, Paolo Ciotti (Movimento per la Vita), Valeria Contegno (Ass. Mondodonna onlus), Francesca Decimo, Paola Del Monte (Comunità Papa Giovanni XXIII), Daniele Del Pozzo (Gender Bender), Fatima Edhouabi (Ass. Sopra i Ponti/Marocco), Nsinba Eduardo (Ass. Donne Antico Regno del Congo), Pietro Floridia (Cantieri Meticci), Bruna Gambarelli (Laminarie DOM), Michele Giarratano (Famiglie Arcobaleno), Giada Gottardi (Ass. Mondodonna onlus), Luisa Granzotto (Centro Interculturale Zonarelli), Alessandra Gribaldo, Chiara Labanti (Centro per le famiglie di Bologna), Hường Lê Thị Bích (Ass. Italia Vietnam), Sergio Lo Giudice, Barbara Luccarini, Viola Malandra, Stefania Mangione, Nadia Maranini, Federica Mazzoni, Dott. Corrado Melega, Mauro Meneghelli (Gender Bender), Monica Mongiorgi, Claudia Papaveri, Maia Pedullà, Nadia Peres (Ass. A.PU.BO), Sara Rognoni, Maria Silvia Santi, Rossella Santosuosso, Lauriana Sapienza, Angela Sciavilla, Antonella Selva (Ass. Sopra i Ponti/Marocco), Annalisa Sereni, Giulia Sudano (Ass. Orlando), Dott. Sergio Tirelli, Francesca Tommasini (Progetto Cicogna), Alice Torriani, Jasmine Joelle Tsimi Abega (MigraBO Lgbti), Annaline Viejo Urian (Raggi di Sole Ass.ne Donne Filippine), Cinzia Venturi, Maria Elena Zacchia (SAV onlus)

 

una produzione di Lingua Madre • Produzione Emilia Romagna Teatro
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