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Dopo la battaglia

Debutto: Teatro Verdi, Padova, 03/05/2011

A proposito di questo spettacolo

Uno spettacolo che si mostra in tutta la sua forza suggestiva, oltrepassando i confini del teatro. Pippo Delbono lo ha creato con la sua compagnia e con la collaborazione di due grandi artisti: la danzatrice Marigia Maggipinto, storica componente della compagnia di Pina Bausch, e Alexander Balanescu, compositore e virtuoso del violino, qui autore della colonna sonora.
Pippo Delbono ha creato questo lavoro con la sua compagnia e con la collaborazione di due grandi artisti, la danzatrice Marigia Maggipinto, storica componente della compagnia di Pina Bausch, e Alexander Balanescu, compositore e virtuoso del violino, qui autore della colonna sonora. Uno spettacolo che, sull’eco di poeti quali Pasolini, Whitman e Rilke, si mostra in tutta la sua forza suggestiva, oltrepassando i confini del teatro.
Dopo la battaglia è una composizione che spalanca le porte del nostro buio esistenziale, sfociando in flusso continuo, trapassandone lo spazio. Trovando il ritmo proprio della danza e della musica, cercando nelle parole e nei versi l’accordo di emozioni e linguaggi, trasfigurando il dolore del presente nella fede nel futuro.
Gli attori della Compagnia Delbono irrompono continuamente nell’inatteso, in un mare in perenne metamorfosi, dove la salvezza possibile avviene dopo l’ineludibile naufragio. Accompagna questo viaggio una presenza nuova, la danzatrice Marigia Maggipinto, già storica componente della compagnia di Pina Bausch. Delbono fiancheggia e sospinge i suoi compagni sulla scena di uno spazio neutro, uno spaziomente grigio, crocevia del nostro immaginario, dove scorrono le figure del nostro mondo, dove vivono i vizi e le miserie di un popolo ingabbiato e cieco, le cui mosse si fanno automatiche. Vi riecheggiano, in un rito laico e sacrale, brani tratti da autori come Antonin Artaud, Franz Kafka, Alda Merini, Pier Paolo Pasolini, Walt Whitman, Rainer Maria Rilke, Alejandra Pizarnik, riscritti da Pippo Delbono. Scena di versi e parole che accade sulle note di Giuseppe Verdi, Niccolò Paganini, Pëtr Ilic Cajkovskij, e le cui note di intrecciano alla musica originale, eseguita dal vivo di Alexander Balanescu, violinista, compositore contemporaneo, interprete della nuova musica a cavallo tra primo e secondo millennio.
Uno spettacolo che rappresenta una tappa importante nel percorso artistico di Delbono, che immette una linfa diversa nel suo linguaggio, puntando su effetti videoe atmosfere cinematografiche, su stati di immagini realizzati dallo stesso Delbono con il suo telefono cellulare, a proseguire la sperimentazione del suo ‘La Paura’. Nella forma di un teatro espanso, tracciato di corpi e testi, di forme del dire e del rappresentare, di toni che nella musica e nella danza si fanno azioni, verbo incarnato di attori, in un teatro che si fa carne del suo tempo, del nostro tempo.

Note

In questo spazio grigio dove sto creando il mio nuovo spettacolo vedo un luogo fisico di detenzioni, di prigionia, di isolamento, e anche un luogo mentale, di chiusura della mente, incapace di trovare una libertà, una lucidità. Incarcerati sempre di più in una schizofrenia tra un corpo e un’anima, tra n’idea di capi, di sovrani, di Dio che sovrasta, e un’idea di uomo che deve sottomettersi sempre di più. Una schizofrenia tra una finta gioia di apparenza e un dolore vero del mondo sotterraneo, tra una responsabilità inevitabile degli eventi di cui ci sentiamo vittime e un’idea religiosa fanatica di colpa castrante, una schizofrenia costante tra la paura degli altri e il bisogno inevitabile dell’accoglienza verso gli altri, una schizofrenia tra il bisogno di verità e la menzogna costante. Vedo pensieri malati fuori e dentro la mia testa, e la testa di noi, tutti, pensieri chiusi, pensieri bui, asfissiati. Ma a volte vedo anche in questo luogo grigio, opprimente, claustrofobico, chiuso, squarci incredibili di luce.
Dopo la battaglia nasce forse da un bisogno di scappare, di ritornare, di urlare, di piangere, di ridere, di giocare ancora, di perdersi ancora, di ritrovare ancora un centro, di ritrovare ancora la rivolta, di ritrovare una fede, una lucidità, di ritornare a parlare dell’amore, a parlare con il corpo, a parlare con i suoni, a parlare con la danza.

Pippo Delbono, Dopo la battaglia scritti poetico-politici, Barbès Editore 2011

Dati artistici

uno spettacolo di Pippo Delbono
con Dolly Albertin, Gianluca Ballaré, Bobò, Chris Clad, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Marigia Maggipinto, Julia Morawietz, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Grazia Spinella
con la partecipazione di Alexander Balanescu

musiche originali Alexander Balanescu
scene Claude Santerre
costumi Antonella Cannarozzi
luci Robert John Resteghini
direttore tecnico Fabio Sajiz 
responsabile suono Angelo Colonna 
fonico Corrado Mazzone 
luci, video Orlando Bolognesi
elaborazione costumi Elena Giampaoli 
capo macchinista Gianluca Bolla 
macchinista Mattia Manna 
responsabile produzione Alessandra Vinanti 
organizzazione Silvia Cassanelli
amministratore di compagnia Raffaella Ciuffreda
scene costruite nel laboratorio D.ex M.
sartoria Théâtre de la Place-Liège
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro di Roma, Théâtre du Rond Point – Paris, Théâtre de la Place – Liège, Théâtre National de Bretagne – Rennes
si ringrazia il Teatro Pubblico Pugliese e Cinémathèque Suisse

foto di Lorenzo Porrazzini

Premio Ubu 2011 come miglior spettacolo dell’anno

una produzione di Dopo la battaglia • Produzione Emilia Romagna Teatro

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