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Stagione 2022/2023

Changes di David Bowie, poco prima del refrain fa così:

So I turned myself to face me / così mi son voltato a guardare me stesso

But I’ve never caught a glimpse / ma neanche per un attimo ho colto

Of how the others must see the faker / come gli altri vedano l’impostore

I’m much too fast to take that test / cambio troppo in fretta per [sottopormi a] quel test

E qui parte il famosissimo refrain:
Ch-ch-ch-ch-Changes / C – c – c – c – Cambiamenti

Ma è anche interessante pensare a Mutamenti; Bowie era un grande appassionato di filosofie orientali e del Libro dei Mutamenti, come peraltro John Cage, che ha composto per il pianoforte la sua Music of Changes e ha messo il libro dell’ I Ching come variabile in una delle sue Europera.

E poi finalmente ecco il nostro: Turn and face the strange / Voltati e affronta l’ignoto

L’Ignoto. Ma anche l’Insolito. Lo Strano. L’Inatteso. L’Inconsueto. Io ho tradotto ignoto a istinto perché mi piaceva così. Concedetemi questa libertà.

Dopo che nel 1968 Valerie Solanas gli aveva sparato, Andy Warhol dichiarò: “Prima di essere colpito sospettavo che invece di vivere stessi solo guardando la tv. Da quando mi hanno sparato ne sono sicuro”. Cito da un magnifico libro del filosofo inglese Simon Critchley su Bowie: “Voltarsi a guardare sé stessi non significa trovarsi faccia a faccia con la propria autentica soggettività. Significa non vedere niente, neanche di sfuggita. Warhol è uno schermo cinematografico. Appendilo al muro, dietro non c’è nulla. Altri potranno considerarla falsità, ma Bowie è troppo veloce, come afferma con sincera arroganza, e ha già assunto nuove spoglie.

La verità di Bowie è inautentica, del tutto autoconsapevole e completamente artefatta. E tuttavia è giusta, stimmt si direbbe in tedesco, o ha le qualità per essere percepita come coerente, stimmig. L’ascoltiamo e diciamo ”.

In silenzio, o talora gridando. Il suono della voce di Bowie produce in noi una risonanza, un’eco corporea. Ma la risonanza genera dissonanza. Un oggetto che risuona, ad esempio un bicchiere su un tavolo, fa sì che un altro oggetto cominci a vibrare, e improvvisamente il pavimento possa coprirsi di vetri rotti. La musica risuona e ci chiama a dissentire dal mondo, a vivere un dissensus communis, una socialità discordante dal senso comune. Attraverso la falsità, e a causa sua, percepiamo una verità che ci spinge oltre noi stessi, verso l’idea di un diverso modo di essere.

Il genio di Bowie ci permette di spezzare l’effimero legame che sembra connettere autenticità e verità. L’arte di Bowie contiene una verità, una verità emotiva, una verità udita, una verità esperita, una verità incarnata. Qualcosa che sentiamo attraverso il corpo e dentro di esso. Il tono musicale e vocale viene percepito attraverso il tono muscolare. La tensione musicale sale e scende nei muscoli del corpo, vibrando in onde progressive di piacere.

Sì, piacere. La musica di Bowie mi ha fatto sentire vivo per la prima volta.

 

Valter Malosti

Direttore

Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale

 

Le stagioni accolgono maestri del teatro, artisti del territorio, giovani talenti e compagnie straniere emergenti, in un’ottica di messa a confronto tra generazioni, formati e pratiche presentando 100 titoli in programma, in 11 spazi teatrali di 4 città della rete ERT: Modena, Bologna, Cesena e Vignola (attendendo la riapertura del Teatro Dadà di Castelfranco), 25 in prima assoluta e 9 in prima nazionale, 23 produzioni esecutive, 23 co-produzioni italiane e 5 internazionali.

I progetti della nuova Stagione sono legati in un’unica drammaturgia, un organismo poetico il cui cuore pulsante è la produzione, il palcoscenico, da cui si irradiano tutti i percorsi legati allo scambio, alla condivisione di pratiche e saperi con il territorio e con il panorama internazionale.

Edizione XVI

Dal 7 al 16 ottobre torna l’appuntamento storico di VIE Festival con 13 spettacoli (7 stranieri e 6 italiani) allestiti nelle città di Modena, Bologna, Cesena e Vignola. Confermandosi come uno dei principali osservatori italiani della scena contemporanea, VIE costruisce un programma in linea con l’obiettivo di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale di restituire panoramiche multidisciplinari, ospitando linguaggi della prosa, della danza, del teatro d’indagine e inchiesta, della poesia e della video-installazione. 

Fra i nomi internazionali, la coreografa marocchina Bouchra Ouizguen, il regista polacco Krystian Lupa, la greca Argyro Chioti, la tedesca Susanne Kennedy, l’artista visivo Rabih Mrouè, il collettivo spagnolo La Veronal e Lorena Nogal; tra gli artisti nazionali invece, la compagnia lacasadargilla, Marco D’Agostin, Kepler-452, Michela Lucenti/Balletto Civile, Anagoor, Daniele Spanò.

Carne è una vera e propria sfida culturale che il direttore Valter Malosti ha deciso di lanciare e accogliere per affermare, dentro la programmazione di ERT, il teatro fisico come un linguaggio capace di interpretare il nostro tempo: un esteso focus dedicato al teatro-danza, la cui curatela è affidata all’artista associata Michela Lucenti, dal 2003 alla guida di Balletto Civile, un collettivo nomade da sempre impegnato a indagare il rapporto corpo-parola e gli sconfinamenti tra danza, teatro e altre arti.

I protagonisti e le protagoniste: Antonio Viganò, Teatro la Ribalta, Antonella Bertoni, Michele Abbondanza, Emanuela Serra, Balletto Civile, Bluemotion, Paolo Rosini, Florian Paninski, Cristiano Fabbri, Filippo Porro, Simone Zambelli, Roberto Castello, Aldes, Joy Alpuerto Ritter, Hannes Langolf, Lorena Nogal, Marcos Morau, La Veronal, Bouchra Ouizguen, Michela Lucenti, Maurizio Camilli, Marco D’Agostin, Francesca Zaccaria, Josef Nadj, Aristide Rontini, Manuela Capece, Davide Doro, Rodisio, Aziz El Youssoufi, Angelin Preljocaj, Rachid Ouramdane, Mattia Cason, Sofia Nappi, Claudia Castellucci, Societas, Lara Guidetti, Sanpapié

 

 

FUORI! è un progetto di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, curato da Silvia Bottiroli, promosso dal Comune di Bologna, finanziato dall’Unione europea – Fondo Sociale Europeo nell’ambito del Programma Operativo Città Metropolitane 2014-2020 e della risposta dell’Unione alla pandemia di COVID-19.
FUORI! si estende lungo un intero anno (giugno 2022-giugno 2023) e coinvolge artisti internazionali e locali chiamati a collaborare per realizzare assieme azioni creative con giovani tra i 14 e 19 anni, fascia d’età particolarmente segnata dalle conseguenze della pandemia. L’obiettivo è tornare a far prendere loro parola e potere rispetto alla città immaginata dagli adulti.

Progetti internazionali

Dal 2006 ERT è tra i fondatori di Prospero Extended Theatre, network transnazionale che ha come ispirazione principale quella di contribuire alla costruzione di una cultura europea condivisa. Una Europa costruita a partire da una spinta culturale invece che dal mercato comune. Con lo scopo di sviluppare un progetto comune per la co-produzione e la diffusione del teatro contemporaneo, dei nuovi artisti e dei grandi maestri sperimentatori.

Il progetto prevede la co-produzione e il tour nelle diverse città di 9 produzioni selezionate sulla base di alcuni criteri comuni, tra cui la rilevanza poetica, quella politica (la risonanza con i temi dell’attualità), l’approccio di ricerca e la dimensione innovativa del processo di creazione, la modalità produttiva (ad esempio il coinvolgimento di giovani artisti e di nuove tecnologie)

Anche in questa edizione di Prospero ciascun partner si impegna a produrre uno spettacolo che verrà poi accolto da almeno 2 altri partner del network.

PROSPERO riunisce un network di 9 teatri: Théâtre de Liège (project leader – Belgio), Emilia Romagna Teatro Fondazione (Italia), São Luiz Teatro Municipal (Lisbona – Portogallo), Göteborgs Stadsteater (Göteborg – Svezia), Teatro Nazionale Croato (Zagabria – Croazia), Teatros del Canal (Comunità Autonoma di Madrid – Spagna), Schaubühne Berlin (Berlino, Germania), Teatr Powszechny (Varsavia– Polonia), Odéon-Théâtre de l’Europe (Parigi – Francia) + il canale televisivo francese Arte.

Sei le produzioni al momento selezionate e sostenute dal network tra le quali Imagine di Krystian Lupa che sarà ospite a VIE. Nei giorni scorsi è stata inoltre selezionata la nuova produzione di ERT per il progetto Prospero: si tratta di Calderon di Pier Paolo Pasolini, che sarà diretta dal giovane e talentuoso Fabio Condemi e debutterà a novembre 2022 proprio qui all’Arena del Sole di Bologna.

Come devi immaginarmi 

Ideato dal direttore Valter Malosti insieme al critico d’arte, scrittore e accademico Giovanni Agosti, il progetto su Pier Paolo Pasolini si inscrive nel centenario della nascita dell’autore e intende presentare sulle scene, l’intero corpus dei testi teatrali che Pasolini ha scritto nella primavera del 1966. Giorgina Pi dirige Calderón Pilade; Leonardo Manzan lavora su Orgia, mentre Nanni Garella con Arte e Salute, in collaborazione con Balletto Civile, reinventa Porcile. Saranno coinvolti anche gli allievi della Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro di ERT e, successivamente, la Scuola di Alta Formazione, sotto la guida del regista e attore francese, direttore del Teatro Nazionale di Strasburgo, Stanislas Norday. Unica deviazione da questa traiettoria legata alle tragedie sarà Davidson, creazione che Michela Lucenti e Maurizio Camilli trarranno dall’abbozzo di sceneggiatura di un film mai realizzato di Pasolini: Il Padre Selvaggio, con protagonista un giovanissimo danzatore di Modena, Confident Frank.