Stiamo caricando

Turandot

A proposito di questo spettacolo

Favola, per antonomasia, dell’esotismo orientale, ricca di colpi di scena, agnizioni e promesse ferali, Turandot è divenuta nel tempo (da Gozzi a Puccini) l’emblema del nostro immaginario verso la grande Cina.
Per la prima volta, ora, un regista italiano, proprio a partire dalla novella del principe Calaf e della principessa Turandot, si confronta con la tradizione dell’Opera di Pechino. Lo spettacolo è un sottile gioco di specchi tra due mondi, lontani in apparenza, ma reciprocamente attratti e affascinati l’uno verso l’altro. Da un lato, dunque, la raffinata arte attoriale dell’Opera di Pechino, abilissima mescolanza di recitazione, danza e canto, tesa a una continua perfezione del gesto artistico, dall’altra, invece, lo sguardo prospettico d’invenzione tutta italiana, il gusto visionario e la lunga sapienza d’ordire scene illusionistiche, abilità divenuta patrimonio del teatro europeo. Questa Turandot prosegue la fortunata esperienza italo-cinese del Faust: si rinnova il vivo confronto tutto teatrale tra Asia ed Europa.

Dati artistici

regia Marco Plini
consulente artistico Xu Meng Ke
assistente alla regia Thea Dellavalle
con gli attori della compagnia nazionale dell’Opera di Pechino
musiche originali Luigi Ceccarelli e Alessandro Cipriani
ensemble musicale composto da musicisti italiani e cinesi
produzione China National Peking Opera Company, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Metastasio di Prato
una produzione di Turandot • Produzione Emilia Romagna Teatro