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Corpo-Mondo

Corpo-Mondo

Nato dalla collaborazione tra Emilia Romagna Teatro Fondazione e il Dipartimento delle Arti-La Soffitta dell’Università di Bologna, con la curatela di Gerardo Guccini, Claudio Longhi e Rossella Mazzaglia, il progetto In prospettiva. Dialoghi sul teatro prevede una serie di incontri che danno voce ad artisti, studiosi, operatori del mondo dello spettacolo dal vivo per interrogarsi sul ruolo delle arti performative in un periodo di così grandi cambiamenti.

Si inizia dalla densa e stratificata nozione di Corpo-Mondo. In questo caso, il riferimento non è tanto a un’idea di “corpo” o di “mondo”, quanto alla relazione tra i due termini (in che maniera il concetto di corpo chiama in causa quello di mondo e viceversa, sul piano dell’immaginario e delle pratiche) e a come la percezione di tale relazione può essere mutata a seguito dell’emergenza da Coronavirus.
La scelta del corpo, come soglia da cui partire, deriva dalla sua centralità nelle arti performative. Nella relazione con il secondo termine, molteplici sono gli spunti di riflessione che possono essere sviluppati: dal corpo biologico come corpo-confine, involucro chiuso separato dagli altri, al corpo come organismo animale, incubatore permeabile all’esterno, vulnerabile e contagioso; dal corpo in quanto luogo fisico isolato e solo (anche nel momento finale della vita) all’ubiquità circolare dei processi comunicativi in cui è immesso; dalle forme di contatto fisico ora annullate o drasticamente ridotte a quelle in rete, esponenzialmente amplificate; dalla separazione netta tra privato e pubblico nel mondo materiale (vissuti, l’uno, come luogo di sicurezza, l’altro, come luogo di pericolo) alla vertiginosa ibridazione tra privato e pubblico nel mondo digitale.
Al fondo di tutto, il nodo centrale riguarda le forme di resistenza, di mimesi, di resilienza o contrasto che l’arte post-pandemica può esprimere nella costruzione del corpo in scena, che è già proiezione di mondi possibili.

PRIMO CICLO CORPO-MONDO:

FC Bergman
Il collettivo FC Bergman nasce nel 2008 da sei attori, artisti e operatori teatrali: Stef Aerts, Joé Agemans, Bart Hollanders, Matteo Simoni, Thomas Verstraeten e Marie Vinck. A partire dal 2013, FC Bergman è compagnia residente al Teatro Toneelhuis. In poco tempo sviluppa un linguaggio teatrale unico, anarchico, caotico, visuale e poetico. Nel 2009 FC Bergman vince il Young Theatre Prize al Teatro Aan Zee con l’adattamento di Il ritorno a casa di Harold Pinter. Con Walking along the Champs-Elysées with a tortoise so as to have a better look at the world, but it is difficult to drink tea on an ice floe if everyone is drunk la compagnia è selezionata nel 2010 tra i finalisti del Dutch Theatre Festival. Nel 2011 ha creato 300 el x 50 el x 30 el, produzione ancora in repertorio; Terminator Trilogy, prodotto nel 2012, lavoro site-specific sulla comunità locale, è stato portato in tournée internazionali. Nel dicembre 2013 la compagnia ha creato un imponente progetto di teatro musicale, Van den vos, insieme a Liesa van der Aa, Muziektheater Transparant e Solistenensemble Kaleidoskop.
A marzo 2018 FC Bergman ultima JR, progetto site-specifc, basato sull’omonimo romanzo cult di William Gaddis, accolto come il principale evento teatrale dell’anno, per il suo geniale intreccio tra film e teatro, una recitazione potente con dialoghi forti e suggestive scenografie. Per la stagione 2019/2020, FC Bergman collabora con Ivo Van Hove alla realizzazione di Freud, una produzione di International Theatre of Amsterdam, contribuendo all’adattamento del testo originale di Jean Paul Sartre. Prodotto nel 2015, lo spettacolo site-specific Het land Nod (La terra di Nod), invitato nel 2016 al Festival di Avignone e al Zürcher Theater Spektakel, era previsto a Bologna per VIE Festival 2020 nella programmazione poi sospesa per l’emergenza sanitaria.


Cristina Kristal Rizzo
Dancemaker con base a Firenze, si forma a New York alla Martha Graham School of Contemporary Dance e frequenta gli studi di Merce Cunningham e Trisha Brown. Rientrata in Italia collabora con diverse realtà artistiche tra cui il Teatro Valdoca, Roberto Castello, Stoa/Claudia Castellucci, Mk, Virgilio Sieni Danza, Santasangre.
È attiva nell’ambiente della danza contemporanea italiana a partire dai primi anni novanta: tra i fondatori di Kinkaleri, con questa compagnia attraversa la scena internazionale e riceve numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Lo Straniero e il Premio Ubu.
Dal 2008 intraprende un percorso autonomo di produzione coreografica indirizzando la propria ricerca verso un’indagine teorica dal forte impatto dinamico, tesa a rigenerare l’atto stesso di creazione aprendo riflessioni sul tempo presente.
Attualmente è una delle principali coreografe italiane ospitate nei festival della nuova scena internazionale.
Alla circuitazione degli spettacoli affianca una intensa attività di conferenze, laboratori e scrittura teorica.
In qualità di coreografa ospite crea lavori per i maggiori enti lirici ed istituzioni italiani e stranieri, tra i quali: il Teatro Comunale di Firenze – Maggio Musicale Fiorentino, la Biennale Danza di Venezia, l’Ater Balletto, il LAC di Lugano, il MACRO di Roma, il MUSEION di Bolzano, il Museo Pecci di Prato, il Museo Novecento di Firenze.


Chiara Guidi
Fondatrice – con Romeo e Claudia Castellucci, e con Paolo Guidi – della Socìetas Raffaello Sanzio, oggi Societas, è attrice, regista, drammaturga e didatta teatrale.
Sviluppa una personale ricerca sulla voce come chiave drammaturgica per svelare suono e senso del testo, collaborando con musicisti quali Scott Gibbons, Michele Rabbia, Daniele Roccato, Francesco Guerri, Giuseppe Ielasi: elabora la propria tecnica sia in produzioni per un pubblico adulto, sia in una specifica concezione di teatro d’arte infantile. Con la compagnia, in un percorso collettivo quasi trentennale, realizza spettacoli presentati nei principali festival e teatri internazionali di tutti i continenti, nei quali esplora la dimensione sonora della scena, in collaborazione con il compositore americano Scott Gibbons in opere come Il Combattimento, su musiche di Claudio Monteverdi, fino al ciclo della Tragedia Endogonidia (2002-2004). Sua la regia di Buchettino, da Charles Perrault, spettacolo storico della compagnia, oggi rappresentato per i bambini di diverse parti del mondo.
Tra le opere più recenti: Edipo re di Sofocle. Esercizio di memoria per 4 voci femminili e Il regno profondo. Perché sei qui?, lettura drammatica che la vede in scena con Claudia Castellucci, autrice del testo; oltre a La terra dei lombrichi. Una tragedia per bambini (da Alcesti di Euripide), Fiabe giapponesi e Edipo. Una fiaba di magia (quest’ultimo diretto con Vito Matera e prodotto da ERT Fondazione).
Ideatrice degli osservatòri Màntica e Puerilia al Teatro Comandini di Cesena, è inoltre autrice dei volumi: Buchettino, con i disegni di Simone Massi (Orecchio Acerbo, 2014), La voce in una foresta di immagini invisibili (Nottetempo, 2017) e, con Lucia Amara, Teatro infantile. L’arte scenica davanti agli occhi di un bambino (Sossella editore, 2019).
A Chiara Guidi sono andati, tra gli altri, il Premio Ubu Speciale nel 2013, il Premio Lo straniero nel 2016 e l’Eolo Award 2020 Riconoscenza.


Matthew Lenton
È direttore artistico e fondatore della compagnia teatrale Vanishing Point (Glasgow). I suoi lavori con Vanishing Point sono stati rappresentati in più di venti paesi in Europa, Sud America, Russia, Asia e Cina. Tra le recenti produzioni: The Merchant of Venice (National Theatre of Kosovo), Striptease/Out at Sea (Citizens Theatre Glasgow), A Midsummer Night’s Dream (Royal Lyceum Theatre, Edinburgh), Mister Holgado (Unicorn Theatre, London), Home (National Theatre of Scotland), Charlie Sonata (Royal Lyceum Theatre, Edinburgh) e 1984 (Emilia Romagna Teatro, Modena).
Per la XV edizione di VIE Festival il pluripremiato regista scozzese avrebbe dovuto presentare in prima assoluta The Metamorphosis, frutto della coproduzione internazionale fra Vanishing Point, Tron Theater ed ERT Fondazione (la rappresentazione è stata sospesa a causa dell’emergenza da Covid-19).
Nel 2010, Lenton diventa il primo direttore britannico dell’École des Maîtres, un laboratorio teatrale guidato da registi europei per giovani attori provenienti da tutta Europa. Nello stesso anno ha diretto Boy, un corto per Channel 4. Lavora regolarmente presso The Royal Conservatoire of Scotland: parte cruciale del suo lavoro qui è il confronto con gli studenti, che gli permette di continuare a esplorare nuove opportunità, strumenti e tecniche.


Virgilio Sieni
Si forma in discipline artistiche e architettura dedicandosi parallelamente a ricerche sui linguaggi del corpo e della danza. Approfondisce tecniche di danza moderna, classica, release con Traut Streiff Faggioni, Antonietta Daviso, Katie Duck. Nel 1983, dopo quattro anni di studio sul senso dell’improvvisazione nella coreografia contemporanea tra Amsterdam, Tokyo e New York, fonda la compagnia Parco Butterly e nel 1992 la Compagnia Virgilio Sieni, affermandosi come uno dei protagonisti della scena contemporanea internazionale.
Dal 2003 dirige Cango Cantieri Goldonetta Firenze, il Centro Nazionale di produzione per la danza nato per sviluppare ospitalità, residenze, spettacoli e progetti di trasmissione fondati sulla natura dei territori.
Nel 2007 fonda l’Accademia sull’arte del gesto, contesto innovativo di formazione rivolto a professionisti e cittadini sull’idea di comunità del gesto e sensibilità dei luoghi.
Dal 2013 al 2016 è direttore della Biennale di Venezia -Settore Danza.
Nel 2013 è nominato Chevalier de l’ordres des arts et de lettres dal Ministro della cultura francese.
Lavora per le massime istituzioni teatrali, musicali, fondazioni d’arte e musei internazionali, realizzando progetti sulla geografia della città e dei territori che coinvolgono intere comunità sui temi dell’individuo e della moltitudine poetica, politica, archeologica.


I dialoghi in lingua straniera saranno sottotitolati in italiano